Giovanni Borsi: dal +1.100% al successo internazionale

Nell’archivio del Campionato Top Trader di Borsa, se si scava arrivando fino alle prime edizioni si trova anche il nome di Giovanni Borsi. Un trader che occupa un posto particolare nella storia di questa competizione, non solo per i risultati ottenuti, ma anche perché il suo percorso racconta bene una fase storica nella quale il trading online italiano stava passando da fenomeno per pochi specialisti a vera attività professionale.

Borsi, parmense, laureato in Economia e Commercio, arrivava ai mercati con un’esperienza già maturata nel settore bancario e finanziario. Aveva lavorato come promotore finanziario e gestore patrimoniale, ma fu proprio il Campionato Top Trader a portarlo all’attenzione di un pubblico più ampio.

La vittoria nel Campionato Top Trader 2000

Il primo risultato destinato a renderlo noto arriva nel 2000, durante la seconda edizione del Campionato. In quell’anno la competizione prevedeva una categoria principale, riservata ai capitali più consistenti, e una categoria Mini Trader, pensata per chi voleva partecipare con somme molto più contenute.

Giovanni Borsi parte con un milione di lire e conclude la gara con oltre 11 milioni di lire, realizzando una performance di circa +1.100%. Con quel risultato vince la categoria Mini Trader e si afferma come uno dei protagonisti dell’edizione.

Il confronto con Achille Capecce, vincitore della categoria principale nello stesso anno con circa +1.700%, è inevitabile: due operatori diversi, ma entrambi capaci di produrre rendimenti fuori scala in pochi mesi di trading reale.

Covered warrant e inefficienze di mercato

All’epoca Borsi era particolarmente specializzato nei covered warrant, strumenti molto utilizzati dai trader italiani nei primi anni Duemila.

La sua metodologia era basata sull’osservazione delle aperture dei titoli del Mib30 e sulla ricerca di anomalie nei prezzi dei covered warrant collegati. Borsi cercava quelle che definiva vere e proprie inefficienze temporanee di mercato, provando ad anticipare l’aggiustamento del prezzo rispetto al movimento del sottostante.

Era un’operatività che richiedeva rapidità, concentrazione e una conoscenza estremamente approfondita di un numero limitato di strumenti. Lo stesso Borsi sottolineava come fosse necessario sviluppare una mente quasi matematica per valutare rapidamente la relazione tra prezzo del derivato e andamento del titolo sottostante.

Il ritorno nel 2006

La storia di Giovanni Borsi nel Campionato non si esaurisce con la vittoria del 2000.

Nel 2006 torna infatti tra i protagonisti della competizione. Le classifiche storiche riportano per quell’edizione una performance del +298,51% nella categoria Azioni, uno dei rendimenti superiori al 100% registrati in quell’anno.

Ma il risultato più spettacolare arriva nella fase internazionale. Ad Aschaffenburg, in Germania, Borsi partecipa alla finale internazionale del Top Trader e realizza in circa tre ore di trading un profitto superiore agli 11.000 euro, pari a circa il +19% sul capitale impiegato.

Il dato che colpisce maggiormente riguarda però il numero delle operazioni: 397 trade positivi su 400 eseguiti. Un risultato che contribuì a consolidare la sua reputazione come specialista dello scalping e dell’operatività ad altissima frequenza manuale.

Dal Campionato alla carriera professionale

Dopo i successi nelle competizioni, Borsi ha continuato a operare professionalmente sui mercati e ha progressivamente ampliato le proprie aree di specializzazione.

Oltre al trading su azioni, futures e opzioni, è diventato particolarmente conosciuto per lo studio degli aumenti di capitale, degli arbitraggi e, più recentemente, dei certificati di investimento.

Giovanni Borsi e il significato del Top Trader

Il percorso di Giovanni Borsi mostra bene cosa abbia rappresentato il Campionato Top Trader di Borsa soprattutto nelle sue prime edizioni.

Nel 2000 Borsi entrò in gara con appena un milione di lire e ne uscì con oltre undici volte il capitale iniziale. Sei anni più tardi tornò a confrontarsi con altri trader europei, vincendo una finale internazionale attraverso centinaia di operazioni effettuate in poche ore.

Due risultati molto diversi, ottenuti in contesti differenti, ma accomunati dallo stesso principio: il confronto avveniva con denaro reale.

Ed è proprio questo il punto che rende ancora oggi interessante la sua storia. Non la promessa che performance simili possano essere replicate facilmente, ma la possibilità di osservare come un trader costruisca nel tempo metodo, specializzazione e capacità di adattamento ai mercati.