Prima dei successi a livello internazionale, Andrea Unger si fece le ossa al Campionato Top Trader di Borsa. Perché oggi Unger viene associato ai quattro successi ottenuti nel World Cup Championship of Futures Trading, ma prima di arrivare su questo prestigioso palcoscenico globale, ci fu un passaggio italiano significativo: la partecipazione al Campionato Top Trader di Borsa.
Era il 2005 e Andrea Unger vinse la categoria Futures con una performance del +60,38% in circa tre mesi di competizione. Un risultato che gli consentì di classificarsi anche al secondo posto assoluto del Campionato, alle spalle di Biagio Spinelli, vincitore della categoria Azioni con il +68,05%.
Tre anni più tardi, nel 2008, Unger avrebbe conquistato il primo dei suoi quattro titoli al World Cup Championship of Futures Trading, aprendo una sequenza di risultati che lo avrebbe portato a essere uno dei trader italiani più conosciuti a livello internazionale.
Il Campionato Top Trader aveva già avuto modo di osservare la sua operatività.
Andrea Unger e il Campionato Top Trader di Borsa del 2005
Il Campionato Top Trader di Borsa con denaro reale nasce alla fine degli anni Novanta con un principio molto semplice: giudicare un trader non attraverso una simulazione, ma attraverso i risultati ottenuti operando realmente sui mercati.
Nel 2005 la manifestazione era arrivata alla sua settima edizione. Andrea Unger partecipò nella categoria dedicata ai futures e concluse la competizione al primo posto con una performance del +60,38%.
Il dato è documentato anche dalle cronache pubblicate all’epoca da LombardReport: Unger risultò vincitore della categoria Futures italiana, mentre Biagio Spinelli conquistò la categoria Azioni con una performance del +68,05%. Considerando insieme le diverse categorie, Unger risultò quindi secondo assoluto per rendimento.
Non si trattò di una competizione virtuale. Il principio alla base del Top Trader era proprio l’utilizzo di denaro reale, elemento che rende molto diversa una gara di questo tipo da un semplice trading game.
Quando le perdite sono reali, infatti, cambia anche il comportamento del trader. Non basta individuare una buona strategia: entrano in gioco il dimensionamento delle posizioni, il controllo del rischio, la capacità di rispettare le regole operative e, soprattutto, la disciplina necessaria per continuare a eseguire il proprio metodo anche dopo una serie di operazioni negative.
Una performance del +60,38% sui futures
Il +60,38% realizzato da Andrea Unger acquista un significato ancora maggiore se viene inserito nel percorso professionale che il trader avrebbe sviluppato negli anni successivi.
Unger, laureato con lode in Ingegneria Meccanica al Politecnico di Milano, era diventato trader indipendente nel 2001. Le sue prime esperienze operative erano state concentrate sui covered warrant, per poi spostarsi progressivamente verso azioni e futures e verso un approccio sempre più sistematico e meccanico.
Proprio il mercato dei futures diventerà il terreno nel quale otterrà alcuni dei risultati più conosciuti della sua carriera.
Nel Campionato Top Trader del 2005 quel percorso era già chiaramente visibile: il +60,38% realizzato nella categoria Futures non rappresentava semplicemente un buon piazzamento, ma la vittoria della categoria e uno dei migliori risultati assoluti dell’intera competizione.
Per comprendere il dato è utile anche confrontarlo con quello del vincitore assoluto. Spinelli realizzò il +68,05% nella categoria Azioni: meno di otto punti percentuali separavano quindi i due migliori risultati dell’edizione.
Dal Top Trader italiano al Campionato mondiale
La storia diventa ancora più interessante osservando ciò che accadde dopo. Nel 2008, tre anni dopo il successo nel Campionato Top Trader, Andrea Unger partecipò al World Cup Championship of Futures Trading organizzato da Robbins Trading Company e vinse con una performance del +672%.
Nel 2009 vinse nuovamente, questa volta con il +115%, e nel 2010 conquistò per il terzo anno consecutivo la competizione con una performance del +240%. Nel 2012 arrivò una quarta vittoria, ottenuta nell’edizione disputata sul quarto trimestre, con un rendimento dell’+82%.
Il risultato del Top Trader del 2005 appare quindi, retrospettivamente, quasi come un’anticipazione. Non perché una vittoria in un campionato consenta di prevedere automaticamente ciò che accadrà negli anni successivi. I mercati non concedono questo genere di certezze. Ma perché le competizioni con denaro reale permettono di osservare qualcosa che in teoria è molto più difficile misurare: la capacità di trasformare un metodo operativo in risultati effettivi.
Il Campionato come banco di prova
C’è anche un particolare biografico curioso che collega Andrea Unger alla storia del Campionato Top Trader ancora prima della sua vittoria. Raccontando pubblicamente come aveva iniziato a fare trading, Unger ha ricordato di essersi imbattuto anni prima nelle notizie riguardanti il Campionato Top Trader e nelle performance realizzate da Achille Capecce, vincitore delle prime tre edizioni.
Quelle percentuali lo spinsero a studiare più seriamente il funzionamento dei mercati. Dopo le prime esperienze sulle azioni, approfondì i covered warrant, individuò alcune inefficienze presenti all’epoca nelle quotazioni e progressivamente trasformò il trading da interesse personale ad attività professionale.
È uno dei cortocircuiti più interessanti nella storia della competizione: prima il Campionato contribuisce ad attirare l’attenzione di Unger attraverso i risultati di Capecce; qualche anno più tardi è lo stesso Unger a entrare in gara e a vincere.










