Trader full time: chi è e come lavora sui mercati

Chi è il trader full time?

La domanda è lecita, per chi non è del settore la risposta non è scontata. Il trader full time non è semplicemente un investitore che trascorre più ore davanti ai grafici, ma è un professionista che organizza il proprio lavoro intorno ai mercati, sviluppa un metodo operativo e accetta che la gestione del rischio venga prima della ricerca del rendimento.

Per essere trader full time non c’è un percorso preciso ed unico da seguire. Come dimostra anche lo storico dei concorrenti che hanno partecipato al Campionato Top Trader di Borsa. C’è chi proviene da studi economici, chi dall’ingegneria, chi dalle sale operative degli intermediari finanziari. Ciò che tende a fare la differenza arriva dopo: preparazione, pratica, disciplina e capacità di gestire il capitale.

Che studi deve avere un trader professionista?

Per diventaretrader full time non è richiesto un titolo di studio particolare. E, appunto, proprio la storia del Campionato Top Trader può darci indicazioni su questo tema.

Achille Capecce, vincitore delle prime tre edizioni della competizione, era laureato in ingegneria aeronautica e si avvicinò alla Borsa quasi casualmente, partecipando inizialmente a una competizione con denaro virtuale. Prima di diventare trader a tempo pieno studiò strumenti finanziari, mercati e analisi tecnica, costruendo progressivamente il proprio metodo operativo.

Giuseppe Minnicelli, vincitore dell’edizione 2014 con una performance del +1.067%, presenta invece un percorso più vicino alla finanza tradizionale: laurea in Economia, master in finanza e precedenti esperienze come operatore istituzionale e dirigente nel settore finanziario.

Pier Nicola Assiso, già vincitore del Campionato con una performance del +78%, ha studiato economia in Italia e in Danimarca e ha lavorato come trader istituzionale prima di dedicarsi all’attività indipendente.

Tre percorsi differenti che portano alla stessa conclusione: la formazione aiuta, ma il mercato non chiede di vedere la laurea prima di presentare il conto.

Come lavora un trader full time?

L’organizzazione dipende soprattutto dal tipo di operatività.

Un trader intraday concentra buona parte della giornata nelle ore di apertura dei mercati, prepara in anticipo scenari e livelli operativi e successivamente analizza le operazioni effettuate. Chi utilizza sistemi automatici o strategie con orizzonti temporali più lunghi può invece dedicare meno tempo all’esecuzione e molto di più allo sviluppo, alla verifica e al controllo delle strategie.

Perché scegliere il trading come professione?

Le motivazioni sono diverse. Per alcuni nasce dalla passione per i mercati, per altri dal desiderio di lavorare in autonomia, per altri ancora è l’evoluzione naturale di una carriera già costruita nella finanza.

Quello che difficilmente emerge dalle rappresentazioni più semplicistiche del trading è che l’indipendenza ha un prezzo: non esiste uno stipendio garantito. Il reddito dipende dai risultati e anche un metodo valido può attraversare periodi negativi.

Per questo un trader professionista deve ragionare prima di tutto in termini di sopravvivenza.

La gestione del rischio viene prima della performance

È probabilmente questo il tratto più importante dell’identikit.

Capecce indicava tra le regole fondamentali lo stop loss e insisteva su studio, esercizio e soprattutto autocontrollo. La capacità di interrompere rapidamente un’operazione sbagliata serve a impedire che una singola decisione comprometta il capitale necessario per continuare a lavorare.

È anche uno dei motivi per cui il Campionato Top Trader di Borsa con denaro reale rappresenta un banco di prova particolare. Una performance elevata attira inevitabilmente l’attenzione, ma dietro la classifica rimane una domanda più interessante: come viene gestito il rischio necessario per ottenerla?

Il trader full time, in fondo, non è quello che indovina sempre la direzione del mercato. È quello che costruisce un metodo abbastanza robusto da permettergli di continuare a operare anche quando il mercato, come spesso accade, decide di non collaborare.